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Febbraio 2012 - Il sorpasso delle rinnovabili intermittenti sull'idroelettrico e l'exploit del termoelettrico

Rapporto Terna febbraio 2012

Osservando il rapporto mensile sul sistema elettrico del mese di febbraio rilasciato da Terna si può notare come, per la prima volta, le “nuove” fonti rinnovabili intermittenti, eolico e fotovoltaico, nel loro insieme riescano a superare la produzione della fonte rinnovabile “storica”, l'idroelettrico.

Rapporto mensile Terna di febbraio 2012

Tale situazione è il risultato di una somma di eventi:

  • L'incremento della produzione fotovoltaica, grazie all'enorme potenza installata durante il 2011; questo pur non essendo nel periodo di maggior produzione per il solare e pur avendo subito sicuramente gli effetti negativi delle intense nevicate avute durante il mese.
  • L'incremento della produzione eolica, dovuta più che altro all'intensa ventosità di questo inizio 2012 e in parte minore all'incremento della potenza installata.
  • Un periodo fiacco dell'idroelettrico che dopo tre anni di risultati decisamente sopra la media mostra in questo inizio 2012 un arretramento evidente causato dalla scarsità di precipitazioni.

La differenza è minima (2151 GWh delle due intermittenti contro 2098 dell'idroelettrico) e i dati sono provvisori, quindi suscettibili di successive revisioni. Inoltre si tratta solo di un dato parziale e nei prossimi mesi l'idroelettrico grazie al picco di produzione primaverile causato dallo scioglimento dei ghiacci tornerà sicuramente a primeggiare.
Ad ogni modo i nuovi equilibri tra le fonti che derivano da questo rapporto mensile rappresentano una sorta di punto di svolta perché in un futuro molto prossimo è evidente che diventeranno la normalità.
La produzione idroelettrica è sostanzialmente ferma da decenni perché tutte le migliori risorse idriche sono già state sfruttate, quindi in una logica di incremento della quota di energia rinnovabile è inevitabile che le “nuove” fonti finiscano per prendere il sopravvento.

Peraltro se si volessero considerare tutte le “nuove” rinnovabili, sommando la produzione delle bioenergie che nei rapporti mensili Terna è inclusa nel valore del termoelettrico, probabilmente il sorpasso con l'idroelettrico ci sarebbe stato già nel mese di gennaio: 2857 contro 2413, ipotizzando un valore di 800 GWh delle bioenergie (media mensile di una produzione annuale di circa 10000 GWh).

Rapporto mensile Terna gennaio 2012

Già che ci siamo vale la pena anche di notare come nel mese di febbraio il termoelettrico abbia avuto un discreto incremento (+9%) andando a compensare la diminuzione dell'idroelettrico e addirittura togliendo spazio alle importazioni. Tale risultato, in controtendenza con l'andamento annuale del 2011 e con quanto ci si aspetta dal 2012, si spiega probabilmente con il grande e prolungato periodo di freddo registrato durante il mese che ha fatto temere di esaurire le scorte di gas naturale (usato largamente sia per la produzione di elettricità che per il riscaldamento) portando alla riapertura temporanea di diverse centrali termoelettriche ad olio combustibile (notizia riportata da diversi mass media). Tale tipo di centrale è meno flessibile nell'uso rispetto a quelle a gas oltre a essere in genere di discreta potenza, quindi, una volta accese hanno verosimilmente prodotto grandi quantità di energia a ciclo continuo per settimane. “Vittima” di questa decisione sono state le importazioni che in condizioni normali si sarebbero occupate di compensare parte del calo dell'idroelettrico e che invece in questo caso sono dovute addirittura arretrare di un migliaio di GWh. Ovviamente anche eolico e fotovoltaico con il loro incremento di circa 1100 GWh hanno avuto il loro ruolo.

In generale, comunque, il problema delle fonti intermittenti è che non sono in grado di compensare pienamente una fonte programmabile. Nel caso specifico, se non fossero state riaccese le centrali ad olio combustibile, in teoria le rinnovabili avrebbero potuto compensare dal sole il calo dell'idroelettrico ma in realtà non ci sarebbero riuscite completamente e sarebbe stato necessario un parziale incremento delle importazioni compensate da un calo del termoelettrico (o viceversa nel caso di domanda di energia sostenuta).