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Prezzi orari del mercato elettrico in Germania (2007-2011) e influenza del fotovoltaico

Germania - Prezzi orari mercato elettrico
Prezzi medi orari energia diascun anno considerato
Figura 1 - Prezzi medi orari di ciascun anno considerato ( immagine a dimensione piena )

Note

  • I dati per la realizzazione del grafico sono relativi al mercato EPEX tedesco-austriaco che è il principale mercato a pronti dell'energia elettrica in quell'area.
  • Non essendo disponibili pubblicamente database di lungo periodo i dati sono stati estrapolati visivamente da più grafici riportanti valori medi e sono quindi caratterizzati da una certa approssimazione che è comunque accettabile per le finalità di questa analisi.

Commento

Questi sono i valori del prezzo medio giornaliero e dello scarto quadratico medio (o deviazione standard) di ogni anno considerato:


2007
2008
2009
2010
2011
Media
38,7
64,9
41,2
43,3
51,2
SQM
12,7
18,6
12,3
9,0
9,1

Così come osservato nell'articolo sul mercato italiano, anche in questo caso si registra un picco dei prezzi in corrispondenza del 2008 causato da un aumento del prezzo dei combustibili fossili. L'incremento di questo anno è particolarmente marcato (+67%) rispetto all'analogo italiano (+22,5%).
La crisi del 2009 ha fatto crollare il prezzo anche se è rimasto comunque su valori superiori al 2007 (in Italia al contrario, si è tornati sugli stessi livelli solo nel 2011).
A partire dal 2010 in entrambi i paesi c'è stato un incremento del prezzo prima flebile poi più marcato nel 2011.

Va notato come complessivamente il prezzo dell'energia sul mercato tedesco sia decisamente più basso di quello italiano, anche se c'è una tendenza ad una diminuzione del divario (si è passati da un +83% nel 2007 a un +41% nel 2011).
La Germania può infatti fare affidamento su una copiosa produzione termoelettrica da carbone (vedi il grafico sulla produzione elettrica in Germania) che già di per sé può considerarsi una forma economica di produzione (anche particolarmente inquinante) e che in questo caso lo è ancor di più in quanto alimentata in buona parte da miniere locali.
Anche il nucleare con la sua rigidità di produzione collegata ai suoi costi marginali bassi svolge sicuramente un ruolo nel contenere i prezzi di mercato tedeschi.

In Germania come in Italia la linea dell'andamento orario dei prezzi assume una caratteristica forma a “W” rovesciata che identifica due picchi di prezzo in corrispondenza dei momenti di massima richiesta di energia. Il picco mattutino tedesco è un po' più avanzato di quello italiano (verso le 12 invece delle 10-11), mentre il picco serale è appena più anticipato (18-19 rispetto a 19-20).
Lo scarto quadratico medio, che misura la tendenza ad avere una forma a “W” più marcata, ha un andamento tendenziale al ribasso come in Italia anche se in modo meno evidente.
Anche in questo caso questa tendenza non dipende tanto dalle rinnovabili ma da un processo di ammodernamento del sistema elettrico che porta a chiudere le più vecchie e inquinanti (e economiche) centrali per sostituirle con altre più efficienti e flessibili (in genere cicli combinati a gas). Ciò porta ad un generale livellamento dei prezzi.

Nell'analisi della situazione italiana era emerso chiaramente che il grande apporto di energia fotovoltaica del 2011 aveva influito sul mercato riducendo il prezzo per gran parte delle ore diurne. Allo stesso tempo era emersa una tendenza del sistema a compensare parte di questo calo con un incremento dei prezzi nel picco serale.
Visto che la Germania oltre all'Italia è attualmente l'unico paese al mondo ad aver avuto incrementi rapidi e consistenti di potenza fotovoltaica viene spontaneo chiedersi se anche per questo paese è possibile identificare i medesimi effetti sul mercato.
Osservando i valori assoluti è difficile fare le stesse valutazioni fatte per il mercato italiano a causa del diverso livello dei prezzi medi nelle varie serie annuali. E` possibile individuare facilmente, però, il medesimo effetto di inversione del picco principale da mattutino a serale nelle serie del 2011 e 2010 (quelle con i più alti incrementi di energia fotovoltaica).

Andiamo subito a relativizzare i dati tramite l'uso dei valori standard passando prima attraverso gli scarti dalla media.

I prezzi medi orari rappresentati come scarti dalla media di ciascuna serie
Figura 2 - I prezzi medi orari rappresentati come scarti dalla media di ciascuna serie ( immagine a dimensione piena )
I prezzi medi orari rappresentati come valori standard
Figura 3 - I prezzi medi orari rappresentati come valori standard ( immagine a dimensione piena )

Anche in questo caso le serie vengono ricondotte a valori molto simili creando un tracciato unico di riferimento. Allo stesso tempo sempre la serie del 2011 mostra uno scostamento dal tracciato comune anomalo con valori più bassi dalla tarda mattinata al tardo pomeriggio e più alti in corrispondenza del picco serale.
Rispetto alla situazione dell'Italia la differenza sembra meno marcata ma bisogna considerare che in Germania l'incremento della produzione fotovoltaica è stata più graduale. Se nel 2011 la percentuale di penetrazione è di circa il 3%, nel 2010 era circa il 2% e nel 2009 l'1%. In Italia nel 2011 la quota è anch'essa prossima al 3% ma nel 2010 era appena dello 0,5%!
In pratica per poter fare un confronto a parità di condizioni l'andamento dei prezzi 2011 va contrapposto non a quello dell'anno precedente ma a quello del 2007 (linea blu).

In definitiva si può dire che in Germania si è registrato lo stesso effetto sul mercato visto in Italia.
Va ricordato che l'analisi a valori standard si basa su una relativizzazione dei dati che è utile a far emergere una particolare anomalia ma non da indicazioni sul valore assoluto di questa anomalia.