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Consumo interno lordo di energia elettrica per fonte in Italia (1963-2015)

Consumo interno lordo di energia elettrica e sue componenti distinte per fonte in Italia dal 1963 al 2015
Figura 1 ()

Note

  • I dati per la realizzazione del grafico sono tratti dalle statistiche messe a disposizione da Terna, in particolare i documenti “dati storici” ,"produzione” e "dati generali".
  • Il Consumo Interno Lordo (CIL) non è altro che la somma delle varie produzioni nazionali lorde (l'energia misurata all'uscita dei generatori senza sottrarre i consumi per i servizi ausiliari degli impianti) più il saldo degli scambi con l'estero (+importazioni, -esportazioni).
  • Per l'idroelettrico si considera la produzione naturale, ovvero escludendo quella derivante dall'utilizzo di acqua pompata dal basso consumando energia.

    2013 2014 Var.

    GWh GWh %
    Termoelettrica 175.897 157.439 -10,5
    Idroelettrica 54.672 60.256 10,2
    Idroel. Naturale 52.773 58.545 10,9
    Pompaggi 2.495 2.329 -6,7
    Geotermica 5.659 5.916 4,5
    Eolica 14.897 15.178 1,9
    Fotovoltaica 21.589 22.306 3,3
    Bioenergie 17.090 18.732 9,6
    Altre Rinnov. Tot. 59.235 62.133 4,9
    Rinnovabili Tot. 112.008 120.679 7,7
    Prod. Int. Lorda 289.803 279.829 -3,4
    Saldo estero 42.138 43.716 3,7
    Cons. Int. Lordo 330.043 321.834 -2,5
    Servizi Ausiliari 10.971 10.681 -2,6
    Fabbisogno
    318.475 310.535 -2,5
    I dati precedenti al 2007, non disponibili direttamente in modo pratico, sono stati stimati con buona precisione proprio in questa maniera; sottraendo al valore dell'idroelettrico totale il 74% dell'energia impiegata nei pompaggi (percentuale media di efficienza energetica del processo).
  • I dati del 2014 sono definitivi. Rispetto alle stime 2014 precedenti le rinnovabili sono state sottostimate di circa 5 TWh (idroelettrico) mentre il termoelettrico è stato sovrastimato di circa 8 TWh.
  • I dati del 2015 sono una stima basata sui risultati parziali registrati nel periodo gennaio-luglio nei rapporti mensili sul sistema elettrico redatti da Terna. Da notare che i rapporti esprimono produzioni nette mentre in questo grafico si considerano produzioni lorde. Il dato sulle bioenergie, sul quale manca un punto di riferimento in quanto nei rapporti Terna è compreso nel valore del termoelettrico, è stimato in modo prudente considerando anche l'andamento della potenza installata.
  • E` disponibile anche il grafico con il dettaglio delle produzioni rinnovabili, mentre qualche commento specifico lo trovate nel grafico sulla potenza installata.
  • La linea tratteggiata in verde chiaro rappresenta l'obiettivo di produzione rinnovabile (pari al 26,4% del CIL) da raggiungere nel 2020 così come dichiarato nel Piano di Azione Nazionale (PAN; NREAP in inglese) previsto dalla direttiva europea 2009/28/CE e varato a giugno 2010.
    La linea tratteggiata in verde scuro rappresenta l'aggiornamento dell'obiettivo 2020 così come dichiarato nella Strategia Energetica Nazionale (SEN) varata a marzo 2013. L'obiettivo è del 35-38% (nel grafico si considera il 36,5%).
    La direttiva europea prevede che gli obiettivi siano definiti utilizzando particolari medie pluriennali di produzione per l'eolico e l'idroelettrico mentre nel grafico sono riportati i valori reali annuali. Quindi l'eventuale raggiungimento dell'obiettivo nel grafico non indica automaticamente il raggiungimento dell'obiettivo formale, anche se indica che siamo vicini. La produzione rinnovabile calcolata come prevede la direttiva la potete trovare sul sito del GSE nella sezione SIMERI alla voce "Quota Nazionale".
  • In questo testo viene commentato principalmente quanto accaduto nel 2014 con una stima per il 2015; un commento di riepilogo con una visione più ampia e dati definitivi fino al 2013 può essere letto qui.

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Nel 2014 si conferma per il terzo anno consecutivo un calo del Consumo Interno Lordo, con un rallentamento rispetto all'anno precedente ma mantenendo sempre variazioni sostenute (da un -10,4 TWh del 2013 a -8,2 TWh quest'anno). Ormai come valore siamo scesi ben al di sotto del livello raggiunto con il crollo del 2009 a causa della crisi economica e viene confermata sempre più l'idea che non sia possibile recuperare il tracciato di progressione lineare mantenuto in passato fino al 2008.

Regressione lineare del CIL, Termoelettrico e Obiettivo PAN calcolata sui valori pre-2009
Figura 2 ()

Nel 2015 è possibile che i consumi tornino a crescere di 4-5 TWh in funzione di segnali di ripresa dell'economia e di un'estate più calda rispetto al passato.

Come si può vedere dal successivo grafico tratto dalle statistiche Terna (Dati Generali), ancora una volta il consumo di energia elettrica e primaria è calato in proporzione più del PIL monetario a causa di cambiamenti strutturali dei consumi (vedi quanto scritto nell'articolo di riepilogo).

Popolazione, reddito e consumi energetici in Italia
Figura 3 ()

La grave crisi che affligge il termoelettrico già da diversi anni (vedi sempre il riepilogo) non conosce sosta. Dopo il calo di ben 29,2 TWh del 2013 (il secondo maggior calo dal 2009), nel 2014 si assiste ad un'altra riduzione di 18,5 TWh che seppur in rallentamento rispetto all'anno precedente rappresenta comunque il terzo maggior calo dal 2009.
Le cause sono le stesse dello scorso anno, ovvero la necessità di compensare il calo dei consumi e la crescita delle rinnovabili (vedi dopo). A queste si è aggiunta anche una ripresa del saldo estero, avvantaggiato dalla crisi dei consumi a livello europeo che rende disponibili grandi quantità di energia a prezzi competitivi (soprattutto da paesi che hanno un sistema di produzione particolarmente rigido). La stessa situazione si era vista nel 2009, mentre nel 2012-13 la crisi era più che altro solo italiana. In mancanza di questi elementi in genere il saldo estero si limita a compensare la variabilità dell'idroelettrico.

Come si può vedere nel grafico di dettaglio della produzione termoelettrica, ancora una volta è il gas naturale il combustibile fossile più penalizzato in quanto viene utilizzato nelle centrali più flessibili e ad alti costi marginali e quindi con bassa priorità nell'ordine di merito.

Con una produzione annuale di appena 157,4 TWh, la fonte termoelettrica tradizionale nel 2014 non copre più la maggioranza assoluta dei consumi, avendo una quota solo del 48,9%. Per avere una copertura così bassa bisogna risalire al 1967 (vedi figura 4), quando l'idroelettrico aveva ancora un peso notevole e il saldo estero era poco rilevante.

Quota percentuale delle diverse fonti sul Consumo Interno Lordo di energia elettrica in Italia dal 1963 al 2015
Figura 4 ()

Ad ogni modo, come già anticipato nel riepilogo dello scorso anno, il 2014 potrebbe essere l'ultimo di un ciclo negativo. Infatti il rallentamento della produzione da nuove fonti rinnovabili dopo i grandi numeri degli anni scorsi e una ripresa dei consumi potrebbero portare a vedere variazioni nuovamente positive. In particolare nel 2015, caratterizzato anche dal calo notevole della fonte idrica, la produzione termoelettrica potrebbe avere un "rimbalzo" e tornare a crescere come non si vedeva da 10-15 anni (nel grafico si ipotizza un +12,5 TWh).
Da qui al 2020 l'andamento medio della produzione potrebbe essere sempre più influenzato da quello dei consumi, visto che le altre variabili avranno progressivamente meno influenza.

La fonte idroelettrica naturale non si limita a superare il primato storico di produzione raggiunto solo lo scorso anno ma addirittura lo distrugge con un incremento di ben 5,77 TWh (58.545 GWh prodotti complessivamente). Si conferma ulteriormente l'anomalia statistica di un lungo ciclo positivo iniziato nel 2008 con valori costantemente pari o sopra la media mobile ventennale (che nel 2014 si è portata a 43.178 GWh).

Anche se nel 2015 si prevede un calo compensativo anch'esso su livelli mai registrati (forse 13-14 TWh), è probabile che la produzione si mantenga comunque ancora sopra la media. Rimane da capire, quindi, se questa crescita tendenziale degli ultimi anni sia un fenomeno provvisorio legato esclusivamente a fattori climatici (maggiori piogge) o derivi anche da un incremento strutturale della produttività (vedi il grafico sulla potenza installata).

La produzione delle “altre” rinnovabili, dopo gli irruenti incrementi degli anni passati, si sta assestando su variazioni più modeste (+2,9 TWh nel 2014) in funzione di una minore potenza installata annualmente.
Per il secondo anno consecutivo più di metà dell'incremento è da accreditare alle bioenergie (+1642 GWh), mentre eolico e fotovoltaico (+281 e +718 GWh), oltre al generale calo della potenza installata, risentono di una riduzione per questioni climatiche. Contribuisce in modo significativo al totale dell'incremento anche il geotermico, grazie alla produzione di un nuovo impianto (+257 GWh).
La produzione delle altre fonti rinnovabili rimane superiore a quella dell'idroelettrico naturale nonostante il periodo particolarmente favorevole di quest'ultimo, ribadendo il sorpasso (ormai definitivo) avvenuto nel 2012. Le varie produzioni in dettaglio possono essere osservate nel grafico aggiornato sulle rinnovabili.

Nel 2015 è probabile che la produzione totale delle altre fonti rinnovabili aumenti con un passo maggiore (circa 4,5 TWh) grazie ad una ripresa di eolico e fotovoltaico (sempre per questioni climatiche).

Nel complesso la produzione rinnovabile nel 2014 non poteva che rallentare rispetto all'incremento record avuto nel 2013 (da +19,8 TWh a +8,7 TWh), sia perché l'idroelettrico non può crescere all'infinito, sia perché le "altre" fonti, come detto, stanno rallentando. Ad ogni modo grazie al super-idroelettrico di questo periodo la quota di produzione rinnovabile sui consumi tocca quest'anno un incredibile 37,5%, superando la quota obiettivo media prevista dalla SEN per il 2020 (35-38%, ovvero 36,5%).
Va detto però che tale risultato è "gonfiato" da una produzione idrica abnormemente sopra la media e come tale non destinata a durare a lungo. Infatti si può notare che già nei valori stimati per il 2015 è possibile che la produzione rinnovabile abbia una variazione negativa consistente (-9 TWh), con una quota che se i consumi riprendessero come ipotizzato, tornerebbe intorno al 34% del 2013, e l'anno successivo potrebbe tranquillamente esserci un'altra variazione negativa.

Se poi ci si attiene a quanto contenuto nella SEN, nel 2020 è previsto che il CIL torni su un livello di 352,5 TWh (punto intermedio di una forchetta di 345-360) a cui corrisponderebbe un obiettivo intermedio di rinnovabili di 128,7 TWh (il 36,5%). Nel 2014 siamo a 120,7 TWh, ma se si esclude la variabilità dell'idroelettrico prendendo come riferimento una più affidabile produzione media degli ultimi 20 anni (43,2 TWh), la produzione rinnovabile sarebbe di 105,4 TWh (il 32,8%). Significa che per raggiungere l'obiettivo di 128,7 TWh del 2020 sarebbero necessari incrementi annuali medi di 3,9 TWh, quasi tutti a carico delle "altre" fonti rinnovabili. Visti gli andamenti delle installazioni degli ultimi tempi, l'obiettivo medio programmato nella SEN è quindi tutt'altro che raggiunto.