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Domenica 16 giugno, rinnovabili al 100% e il prezzo dell'elettricità va a zero. Davvero?

Nei giorni scorsi è stata diffusa la notizia secondo la quale domenica 16 giugno le fonti rinnovabili, grazie ad una produzione particolarmente elevata e ai bassi consumi tipici dei giorni festivi, avrebbero coperto per due ore (tra le 14 e le 15) il 100% della domanda di energia portando il prezzo di mercato a zero. Visto che la notizia ha avuto una certa rilevanza anche sui media principali e visto che da qualche tempo mi trastullo anche con i dati di produzione orari, mi sembrava giusto fare un po' di chiarezza.

Che la produzione di energia rinnovabile, in particolare la fotovoltaica, abbia un effetto di riduzione dei prezzi di mercato in alcune ore del giorno è cosa ormai nota e accertata, e su questo sito è stata ampiamente trattata in questo articolo. Quindi il fatto che il prezzo sia effettivamente andato a zero e che il merito di ciò sia delle rinnovabili non si può mettere in discussione. In alcuni giorni festivi delle settimane scorse il prezzo aveva già sfiorato lo zero, non è stato quindi un fulmine a ciel sereno, ma ovviamente lo zero pieno ha un suo valore simbolico ed è comprensibile che sia rimarcato. I problemi nascono più che altro con quell'affermazione sul 100% di energia rinnovabile. Ecco quello che è transitato sulla rete elettrica italiana quel giorno:

Produzione oraria per fonte in Italia nel giorno di prezzo di mercato a zero (domenica 16 giugno 2013)

I dati e le modalità per realizzare il grafico sono le stesse utilizzate per i grafici della produzione oraria per fonte alle cui note si rimanda per i dettagli.

Come si può facilmente notare tra le ore 14 e le 15 non c'è nessun 100% di energia rinnovabile ma un più ragionevole e comunque notevole 59% (circa 19 su 32 GW). Se qualcuno avesse seguito quanto già pubblicato per le produzioni orarie dei mesi scorsi, questo risultato non dovrebbe apparire come una sorpresa. Infatti in più occasioni era già stato evidenziato come fosse sempre necessario mantenere una quota minima di potenza termoelettrica visto il ruolo essenziale che tale fonte svolge nelle operazioni di regolazione e bilanciamento del sistema elettrico (vedi quanto scritto sui limiti di penetrazione delle rinnovabili intermittenti). Basandosi solo sui dati pubblicati finora in questa primavera 2013, sembra che la fonte termica non scenda mai sotto una potenza di circa 10-11 GW.

Questa domenica 16 giugno non risulta neanche particolarmente "estrema" nei suoi valori visto che la produzione eolica è ai minimi termini, la fotovoltaica non esprime la sua massima potenza e i consumi rimangono tutto sommato abbastanza elevati per un giorno festivo. Una situazione molto più particolare e critica è quella creatasi domenica 26 maggio, quando si è assistito ad un uso molto più deciso degli impianti a pompaggio oltre ad una inversione di flusso del saldo estero. Peraltro in quel caso il prezzo è sceso molto ma è rimasto comunque sui 4-5 euro.
Perché allora è stato raggiunto lo zero proprio il 16 giugno? Beh, con una differenza così minima può darsi facilmente che non ci sia una ragione specifica o significativa; può dipendere anche solo dalla normale aleatorietà che contraddistingue le quotazioni di mercato.

Qualcuno potrebbe anche chiedersi come sia possibile che il prezzo sia zero quando sul mercato non ci sono solo le fonti rinnovabili con i loro costi marginali inesistenti ma anche la fonte termica, seppur ai minimi termini. Probabilmente le centrali che funzionano in modo continuo (quelle che coprono il carico di base) trovano più conveniente vendere a prezzo nullo per qualche ora piuttosto che correre il rischio di dover ridurre eccessivamente la produzione o addirittura spegnere gli impianti, tutte attività che creano problemi tecnici e costi. Va ribadito poi, che l'MGP è il principale mercato sul quale viene scambiata la gran parte dell'energia elettrica in Italia ma non è l'unico, quindi le centrali possono ottenere qualche ricavo anche sul Mercato infragiornaliero (MI), sul Mercato dei servizi di dispacciamento (MSD) o sul Mercato dei contratti a termine (MTE).

Insomma, è evidente che con questa notizia si sia voluto sfruttare "l'effetto zero" per fare un po' di pubblicità al settore delle rinnovabili e devo dire che tutto sommato sono state divulgate informazioni anche dettagliate e corrette, come ad esempio su funzionamento e dinamiche del mercato elettrico (difficili in genere da trovare su media generalisti). E` altrettanto evidente, però, che con la questione del 100% rinnovabili qualcuno si è lasciato prendere la mano. Direi che la notizia sarebbe stata sufficientemente interessante anche senza questo aspetto.


Aggiornato il grafico il 18-07-2013